Social media trend 2021: ha ancora senso parlarne? | Pandant Blog
social media trend 2021

La fine dell’anno è sempre il momento per ragionare sui possibili trend per il futuro del social media marketing: ma ha ancora senso farlo?

La programmazione dei calendari editoriali per il 2021 dei social media manager di tutto il mondo è già iniziata: cominciano allora le analisi su cosa è andato storto e cosa invece ha funzionato nell’anno che si sta concludendo, per evitare di ripetere gli errori e fare sempre meglio. Cominciano anche le “previsioni del futuro”: quali trend si affermeranno nel social media marketing nei prossimi 12 mesi?

Ma la vera domanda è: ha ancora senso chiederselo? Ecco i possibili trend che potrebbero affermarsi nel 2021, insieme ad alcuni spunti di riflessione sull’utilità di questo tipo di previsioni.

Meme

Non c’è bisogno di essere esperti di social e digitale per comprendere il successo dei meme. Secondo l’ultimo report di Talkwalker e Hubspot “Social Media Trends 2021”, più della metà degli utenti online (il 55%) tra i 13 e i 35 anni invia un meme almeno una volta alla settimana. Sono contenuti divertenti, senza troppe pretese, che aiutano a comunicare un messaggio in maniera immediata e riconoscibile dal pubblico, che sarà anche più propenso a condividerlo con gli amici. Il 2021 potrebbe essere l’anno del loro definitivo sdoganamento, anche nel mondo del marketing.

Nostalgia

Il successo di una serie come Stranger Things, tutta incentrata sull’immaginario degli anni ‘80, ci parla di un sentimento sempre più diffuso: la nostalgia del passato. Di fronte a un presente che ci appare – in particolare quest’anno – sempre più ostile e doloroso, un sentimento comune è quello di rifugiarsi nei “bei tempi andati”. Sempre secondo Talkwalker, la crescita delle parole chiave legate al sentimento della nostalgia è stata pari al +88% nel 2020, dai 13 milioni del 2019 ai 24,4 milioni. Legare i tuoi messaggi di marketing alla nostalgia può essere quindi un importante trigger emozionale per entrare in relazione con i tuoi clienti: quali storie del passato della tua azienda puoi raccontare? Quale oggetto/film/prodotto di successo dei decenni scorsi puoi collegare ai tuoi messaggi di oggi?

Gaming

Non è una novità: il mondo del gaming si afferma sempre di più, in tutto il Pianeta. Gli aspetti negativi che in passato sono stati legati ai videogiochi (violenza, dipendenza, etc.) fanno sempre meno parte del discorso sull’argomento, mentre aumenta esponenzialmente sia il pubblico dei videogiocatori – un terzo degli utenti dei social (il 32%) si è identificato come videogiocatore negli ultimi 13 mesi – che lo streaming delle partite dei gamer più famosi.

Il grafico di Statista illustra i follower dei principali gamer italiani su Twitch: il primo POW3Rtv ha più di 1 milione di follower (dati relativi a ottobre 2020).

Come puoi sfruttare la passione per il gaming sui tuoi canali social? Si possono creare partnership con videogiochi popolari già esistenti, oppure proporre piccoli giochi ai propri follower, magari in cambio di un coupon (attenzione ai concorsi, però, che sono espressamente regolati dalla legge in Italia). Un’altra strada è di attivare campagne di influencer marketing con i gamer più popolari nella propria nicchia di utenti.

Video brevi

A luglio 2020, gli utenti di TikTok in Italia erano già 8 milioni, in crescita vertiginosa rispetto ai 3,6 milioni del 2019. L’esplosione del social di ByteDance, unita ai Reels di Instagram (video da 15 o 30 secondi lanciati dal social ad agosto), confermano l’interesse degli utenti per i video brevi. I brand possono sfruttare questo tipo di contenuti in maniera più “rilassata”: non è tanto importante la qualità dell’immagine, quanto l’autenticità del messaggio. Possono essere sfruttati per esempio per mostrare in anteprima nuovi prodotti/servizi o per far conoscere ai clienti il proprio lato umano, le persone che lavorano per l’azienda e le attività del business meno legate alla vendita.

Social commerce

Spostando l’attenzione dal content, alla distribuzione dei prodotti/servizi, il 2021 potrebbe essere l’anno per il lancio definitivo degli shop su Instagram, WhatsApp Business e Facebook. Oggi è già possibile utilizzare alcune delle funzionalità dei negozi social, caricando per esempio i prodotti sulle varie piattaforme, ma gli utenti non possono ancora acquistare direttamente (opzione disponibile per ora solo negli Stati Uniti). 

Ma ha senso definire i social media trend del 2021?

Più di ogni altro anno, il 2020 ci ha insegnato che il futuro non è nostro, che è impossibile pianificare ogni singola attività, perché non sappiamo cosa ci riserva il domani. È così anche per i social media: chi avrebbe mai pensato, per esempio, che Burger King facesse un post (diventato virale) per promuovere lo storico competitor McDonald’s?

La pandemia ha reso ancora più evidente una cosa: i brand non possono comunicare sui social come delle macchine che propongono offerte a ripetizione e spingono i propri prodotti. Certo, sono e saranno sempre più un canale di vendita e distribuzione, ma gli utenti dei social si aspettano che i loro marchi preferiti siano anche trasparenti, autentici e che si mostrino persino vulnerabili. Questo perché i consumatori vogliono relazionarsi con le persone, con i loro valori, con la loro personalità, con la loro voce unica:

Da questo punto di vista, riportiamo un illuminante passaggio dal report “Think Forward 2021 – The Social Reset”:

«Il Rapporto Gallup sulle emozioni globali ha mostrato che nel 2019 più di un terzo della popolazione del mondo ha dichiarato di soffrire di stress. Gli eventi del 2020 hanno contribuito ad aumentare la tensione. Tra incendi, cambiamenti climatici, una pandemia globale e il movimento per i diritti civili, si è accentuato il desiderio di fare un passo indietro, per proteggere ciò che è più importante per ognuno. Non si tratta solo di salute e valori familiari, ma anche di piaceri semplici. Cose che sono state trascurate nel contesto della vita moderna e di una società industriale: la tranquillità derivante dal contatto con la natura, il piacere di creare o cucinare qualcosa da zero, l’importanza di sentirsi parte di una comunità locale».

Attenzione però: proprio perché le persone vogliono interagire con altre persone autentiche e vere, meglio evitare di abbracciare campagne sociali e civili che non si condividono fino in fondo, al solo scopo di apparire, seguire un trend e racimolare qualche mi piace, senza fare nulla di concreto. Essere autentici vuol dire, allora, esserlo fino in fondo.