Vuoi davvero fare il Social Media Manager? È una vitaccia, te lo sconsiglio

Cosa fa un social media manager? Tutto, apparentemente: dal caffè al regista, dall’analista al creativo. Ecco perché, se stai pensando a questa carriera, te la sconsiglio caldamente.

“Sempre meglio che lavorare” qualcuno diceva del giornalismo. Lo stesso discorso sembra applicarsi oggi a chi lavora nel magico mondo del Social Media Marketing: “Cosa fai di lavoro? Sto su Facebook tutto il giorno” ahahah, che simpatia!

Ma diventare Social Media Manager non è uno scherzo. Anzi, se proprio non ci sei portato, fai un’altra cosa. Oltre agli orari di lavoro spesso assurdi (perché se hai uno smartphone in tasca la verità è che non stacchi mai veramente), ci sono almeno cinque buoni motivi per scegliere una carriera diversa.

Io te li elenco, poi non dire che non ti avevo avvertito.

Generalmente non ti chiedono di fare “solo” il Social Media Manager

Prova a guardare le offerte di lavoro per Social Media Manager o in generale nelle professioni legate al Digital Marketing. Generalmente ti chiedono di conoscere a menadito tutti i social e fin qui potrebbe anche starci, anche se il discorso non è così semplice.

Poi però accanto a queste competenze, ti chiedono anche: SEO Copywriting, Google Ads, CMS, CRM, Photoshop, Illustrator, Ufficio Stampa, inbound marketing, email marketing, customer care, capacità di cucinare una pasta e patate con la scorza di parmigiano del livello di Nennella e di far uscire un caffè con humor che solo a Napule ‘o sanno fà.

Quindi preparati ad avere di fronte tante persone che non hanno capito bene cosa significhi effettivamente essere un Social Media Manager.

Devi essere due cose opposte: un creativo e un analista

Nella creazione di uno spot pubblicitario per la TV, esistono diverse figure coinvolte. Il lavoro è frutto di analisi dei dati sull’audience, di una sceneggiatura, di chi è capace di gestire le riprese, di cameraman, esperti di fotografia, montatori, etc. Tutte competenze che, generalmente, appartengono a professionisti diversi tra loro.

Come Social Media Manager ti ritroverai spesso, invece, a fare tutto, come ho spiegato al punto precedente. Devi allora sapere costruire un copy efficace, delle immagini (e persino dei video in alcuni casi) d’impatto, ma anche saper analizzare i dati: qualunque esperto di Digital Marketing che valga qualcosa ti dirà che creare e pubblicare dei contenuti per il web è solo un terzo del lavoro. Gli altri due terzi sono fatti dall’analisi dei dati e dall’ottimizzazione dei tuoi contenuti: attraverso piattaforme come Facebook Insight e Google Analytics devi essere bravo a capire cosa funziona e cosa no, in base ai tuoi obiettivi di business, e aggiustare continuamente il tiro.

Devi seguire tutte le *stupidaggini* che la gente pubblica sui social. Tutte proprio.

Devi sapere che le persone non sono sui social per scoprire quanto sono belli e convenienti i tuoi prodotti. Se guardi l’ultimo rapporto di we are social e Hootsuite (a proposito, se vuoi fare il social media manager, DEVI guardarlo) scoprirai quali sono le ragioni per cui la gente usa Internet: trovare informazioni, relazionarsi con amici e familiari, scoprire come fare le cose, guardare film e serie tv.

Questo vuol dire che non vogliono essere interrotti dalle tue pubblicità: sempre nello stesso report scoprirai che quasi la metà degli utenti più giovani, tra i 16 e i 34 anni, usa un Ad Block.

Sei vuoi entrare nelle loro grazie, devi allora saper fare pubblicità senza farla passare da pubblicità, usando il loro linguaggio, parlando di quello che parlano loro. Devi quindi anche seguire i trend del momento e cavalcarli in maniera intelligente (occhio che qui le critiche per i passi falsi si moltiplicano). Un esempio? Eccolo qui, dalla pagina di Volkswagen sullo scioglimento dei Daft Punk:

Devi comunque farti tanti contatti nel “mondo reale”

In questo, ti confesso che sono una schiappa. L’unico vero contatto buono che mi sono costruito nella vita professionale è stata la mia amicizia con Giancarlo Donadio. Lui invece è fortissimo su questo e quindi se le cose girano per Pandant è perché lui ha questa grande capacità naturale di costruire relazioni durature e autentiche.
Perché anche se sei bravissimo a fare Personal Branding online, tanti clienti si trovano ancora proprio attraverso amicizie e relazioni. Questo non vale solo nel mondo del Digital Marketing, ma in generale nella vita lavorativa e professionale (lo dimostra una ricerca, per la verità un po’ vecchiotta, di Eurostat, che spiegava come l’84,3% dei disoccupati italiani si rivolge ad amici e conoscenti per trovare lavoro).

Se non sai accettare le critiche, è meglio se cambi settore

Se ti capiterà di lavorare a buoni livelli nel mondo del Digital Marketing, preparati a ricevere critiche. Tante critiche. E per le ragioni più disparate. A volte, anche se non hai sbagliato niente, arriveranno lo stesso.

Proponi uno sconto a un prodotto? Qualcuno ti dirà che non è abbastanza, oppure troverai chi ti critica perché ti stai svendendo.

Hai successo con una campagna? “Lo sapevo fare anch’io”, oppure “Il mio falegname con 30mila lire la faceva meglio”.

Stai salvando vite umane con un progetto non profit? Lo fai solo per nascondere chissà quali magagne.

E considera che questi non sono errori: le critiche arrivano comunque. E considera ancora che sbaglierai. Eh sì, è una dura realtà: tutti sbagliamo. Anche tu lo farai. Prendi un caso recente, il tweet di Beatrice Lorenzin che ha fatto il giro dei social, sulla tragedia in Congo che ha coinvolto l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci.

L’errore è gravissimo, certo. Ma se hai pensato che tu non lo avresti mai fatto, allora è perché non sai con che tipo di pressione e velocità si lavora nel settore politico. Fidati: ho lavorato anche io a una campagna elettorale qualche anno fa, ti dico solo che quei pochi mesi mi sono bastati per non riprovarci mai più.

Le parole dell’espertissima Veronica Gentili sono molto più significative delle mie su questo argomento (e le condivido a pieno):

Quindi in definitiva, se proprio insisti a voler fare il Social Media Manager, fallo. Ma io ti avevo avvertito.

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